Chiamaci o scrivici per ogni informazione

@2023 by Azienda Agricola Romagnolo P.Iva:01557500053

Help

Follow Us

Mitologia è storia del nocciolo

Nelle antichità, il Nocciolo era considerato simbolo di saggezza, comunicazione e guarigione per diverse popolazioni. Tuttavia, questa associazione era valida anche per una credenza popolare secondo la quale se si passeggiava con un ramo di nocciolo si sarebbe stati protetti dai serpenti. Fin dall'antichità il legno di nocciolo era considerato la difesa più sicura contro le serpi o tutto quello che strisciava, e per questo i pastori lo usavano per costruirsi il bastone. Il nocciolo rappresentava anche la pianta della fecondità e rigenerazione: in Germania si raccontava che se si fossero adoperate bacchette di nocciolo, si sarebbe potuta restituire la fecondità agli animali o ai terreni. Il nocciolo era considerato la pianta della conoscenza e della saggezza, sia per i celti che per i greci/romani. Si può notare anche come l'associazione nocciolo-serpente sia una simbologia ricorrente per la medicina in queste due diverse culture. Già dai tempi dei romani le piante delle nocciole erano di uso frequente e venivano usate come simbologia di augurio di prosperità. Esiste una leggenda cristiana, dove la pianta del nocciolo viene associata come albero di buon auspicio, benedetto e protezione dai fulmini. La nocciola invece completa delle sue tre parti (l’involucro fogliare, il guscio e il seme), era considerata simbolo della Trinità. Sono esempi diversi dipinti, tra cui il più celebre “il festone della Madonna”, un particolare del Pala di San Zeno: sopra alla testa della Madonna, insieme a un tripudio di frutta, sono presenti nocciole con involucro fogliare nel quale rappresentano la Trinità e la salvezza. Nella mitologia greca Ermes, conosciuto dai romani come Esculapio, messaggero degli dei, nasce nel 1300 a.C. dalla relazione adulterina tra la ninfa Coronide e il dio Apollo. Apollo estrae il figlio dal ventre di Coronide e lo affida al centauro Chirone, dopo aver ucciso la stessa madre. Chirone insegna al ragazzo i primi rudimenti dell'arte medica e subito Asclepio mette in pratica quanto appreso richiamando in vita una persona morta. Per questo atto subisce la folgorazione di Giove che pentitosi successivamente lo porta agli onori dell'Olimpo consacrandolo dio della Medicina. Da lui prende il nome l'asclepieo, luogo sacro in cui venivano applicati i metodi di Asclepio per la terapia delle diverse malattie. Qui il malato veniva prima lavato, poi sottoposto ad un periodo di digiuno inteso sia come atto purificatore che sacrificale. Poi i sacerdoti del tempio, che erano anche medici, interpretavano i sogni che il malato faceva durante lunghi periodi di sonno indotti dagli stessi sacerdoti e da ciò scaturiva poi la diagnosi e la cura. Il “bastone” di Asclepio, con un serpente attorcigliato intorno, è diventato il simbolo della medicina; combina il serpente, che con il cambiamento della pelle simboleggia la rinascita e la fertilità, con il bastone, semplice strumento che in alcune raffigurazioni di Asclepio assume la funzionalità di stampella.